martedì 9 giugno 2009

Ricchezza Vs. Felicità


Può un paese ricco essere felice? Non è una domanda scontata. La Svizzera, ad esempio, è tra i paesi più ricchi del mondo ed, allo stesso tempo, è tra i primi posti nella classifica relativa ai suicidi per abitante*. La prima nazione in Europa. Perché avviene questo? Quando si ha tutto, le giustificazioni per la propria esistenza tendono a radicarsi con gli oggetti e lo status sociale raggiunto. Il neo-pensionato si viene quindi a trovare in una situazione senza riferimenti, completamente perso, avendo costruito la sua vita sul lavoro e non su altri valori più durevoli. L'angoscia di perdere il proprio posto di lavoro oppure il rischio di non essere più accettato all'interno della comunità conducono al medesimo effetto.

Cito il prof. Sandro Cattacin, docente di sociologia, intervistato dal settimanale Il Caffé sull'argomento: "Per i più l'idea di non potersi permettere più l'auto di lusso non costituisce certo vero problema, ma per alcuni è un sintomo ancor più grave: non sei più riconosciuto, non hai più uno statuto sociale. Da uomo di successo che eri diventi un looser, un perdente, e nella nostra società non hai più spazio, perché è costituita sul successo, sull'ascesa sociale. Da li scatta una crisi esistenziale, la depressione".

Quello che ho notato per la mia personale esperienza è che nelle città ricche come Lugano e soprattutto tra i più giovani, è scomparsa quasi del tutto la semplicità: il vivere quotidiano scandito da rapporti sociali sinceri e non basati unicamente sullo status sociale. Compro quindi sono. Questo accade di meno nei piccoli paesi e nelle città ancora legate all'industria e all'artigianato; luoghi dove il proprio lavoro è tangibile e non solo legato al business.

* 17,3 per 100mila abitanti, al 7° posto della classifica mondiale dopo Sud Corea, Giappone, Belgio, Finlandia, Croazia, Francia.



Per saperne di più

martedì 12 maggio 2009

Le notizione ticinesi | parte 1

su: www.tio.ch

venerdì 30 gennaio 2009

Bilaterali SI, Bilaterali NO

Torno a parlare degli accordi bilaterali per diversi motivi: la data del referendum si avvicina (l'8 febbraio 2008), le notizie si concentrano sull'argomento e i cartelloni pubblicitari per le strade vengono occupati dai manifesti politici (solo i cartellonii! ...e non i muri di ogni casa od edificio, come oltre-frontiera). In particolare, i manifesti. Sono molto interessanti. 
Il partito del SI (europeista, composto dalla maggior parte dei sindaci, dalla sinistra e dal Plr) utilizza una grafica pulita e rassicurante. Modella bendata, motto, campo chiaro e sito web. Stranamente, nessun Si scritto da qualche parte. 
Il partito del NO (destra e lega) reimpiega il disegno caricaturale caro alla propaganda di guerra: il nemico è cattivo e va disegnato così (poi viene Mickey Mouse e lo sconfigge a pedate, aggiungerebbero gli Americani). Quindi abbiamo i corvi (gli stranieri) che sbranano la Fatherland (la Svizzera, in questo caso), motto e un bel No in grassetto urlato.
Staremo, da bravi metèci, a vedere.

giovedì 15 gennaio 2009

Inguaribili ottimisti

Nella mia start-up* mattutina ho inserito quattro quotidiani online: il Corsera, la Repubblica, Il Corriere del Ticino e Tio.ch. Una scelta bicefala dovuta alla mia natura di archi-migrante: da un lato l'Italia, dall'altro il Ticino. Due Italie separate dalla Storia e non solo.

Così, ho modo di confrontare la stessa notizia, il medesimo fatto, scritto da due punti di vista ben diversi. Ah, quanto son diversi! Ad esempio... crolla il mercato dell'auto? Titoli allarmati, strillati nello Stivale, e titoli allarmati, ma con una punta di indelebile ottimismo, al di la delle Alpi.


Ah! Che bello poter avere, potersi permettere, ancora l'ottimismo!


*La start-up è quell'utile raccolta di link che normalmente visitiamo ogni mattina: news, posta, meteo e così via. Inutile cercarli o digitarli di volta in volta. Meglio raccoglierli in un unica cartella, posizionarla sulla barra dei segnalibri e cliccare su "apri tutti"! ;)

domenica 28 dicembre 2008

5 mosse per lavorare come Architetto in Ticino

Sei laureato in Architettura? Sei residente in Ticino? Hai commesso reati penali? Hai dichiarato fallimenti? Hai 200 franchi? Benvenuto, Architetto.

L'esercizio delle professioni di architetto ed ingegnere nel Cantone Ticino è regolata dalla legge cantonale del 1 giugno 2004 (LEPIA): "L’esercizio delle professioni di ingegnere ed architetto è soggetta ad autorizzazione rilasciata dall’Ordine degli ingegneri ed architetti del Cantone Ticino (OTIA)".
Per ottenere tale autorizzazione è necessario dimostrare di rientrare nelle seguenti condizioni (vedi l'Art.6):
  • esercizio dei diritti civili
  • non aver subito condanne penali per atti contrari alla dignità professionale (in Svizzera o all'Estero)
  • godere di ottima reputazione
  • non aver dichiarato fallimenti negli ultimi 5 anni
  • non aver subito nei precedenti 5 anni, revoche dell'autorizzazione
Per un laureato quinquennale proveniente dall'Italia i passi da seguire fino al riconoscimento dell'OTIA sono:
  1. compilare e stampare il formulario (questionario) sul sito dell'Ordine ticinese
  2. richiedere in Italia un certificato fallimentare (presso la Sezione Fallimentare del Tribunale Ordinario) con marca da bollo di 14,62 euro ed un attestato di solvibilità fallimentare (presso la Camera di Commercio
  3. inviare per posta il formulario stampato assieme alla fotocopia del diploma di laurea (non è necessario autenticarla) e alle copie dei certificati del punto 2
  4. attendere la riunione del consiglio dell'Ordine (è possibile richiedere informazioni per telefono o per e-mail)
  5. attendere la ricezione al domicilio indicato del plico contenente l'attestato, il regolamento e la fattura da pagare (200 CHF per 5 anni)
Inutile sottolineare che il passo più difficile sia il numero 2. Preciso invece che l'autorizzazione dell'OTIA non comporta automaticamente l'iscrizione e l'appartenenza all'Ordine (il che, non pregiudica la possibilità di lavorare). Per questa, è necessario avere il domicilio in Svizzera (5 anni di residenza in Svizzera).

Per approfondire
  • Ordine ingegneri ed architetti del Canton Ticino | otia.ch

mercoledì 24 dicembre 2008

Auguri di Buone Feste 2008!

martedì 23 dicembre 2008

L'Italia vista dalla Svizzera | 002


Sfatiamo un mito. In Svizzera può capitare di prendere un treno in manifesto stato di ritardo: quei 10-15 fatidici minuti che ti fanno saltare tutte le coincidenze. ...Com'è possibile? Allora, non esistono più certezze! Le Alpi son di polistirolo, l'aria è inquinata, le banche custodiscono nei loro caveaux i soldi del Monopoli e gli orologi sono precisi come dei calendari del 1951 di Frate Indovino (?).

La realtà torna in ordine dopo un più attento esame del treno. Non è così pulito come gli altri... i sedili sono sberciati da vandali... la porta del bagno era aperta e illustrava un mondo fetido e disordinato... la fiancata, inizialmente trascurata, rivela una scritta: "Trenitalia". Sospiro di sollievo e ondata nostalgica. Il pensiero corre a Roma.

Il treno in questione è il Cisalpino, modello ETR470 (nello specifico, il Milano-Basilea) e causa continui grattacapi ai gestori della rete ferroviaria elvetica. L'ultimo esempio è stato il recente blocco della galleria del Lötschberg:

La galleria di base del Lötschberg è rimasta bloccata per due ore stamane a causa di un convoglio della Cisalpino rimasto in panne nella stazione di soccorso di Ferden (VS), situata all´interno del tunnel. La sua chiusura ha provocato notevoli disagi: una deviazione dei treni InterCity a due piani sulla linea di montagna via Kandersteg-Goppenstein non è infatti possibile. ...Il traffico nella galleria è stato riattivato su un solo binario alle 11.30. Da mezzogiorno il tunnel è nuovamente completamente operativo.
Fonte | tio.ch


La goccia che fa traboccare il vaso. Anche i più pazienti, alla fine, perdono la pazienza:

Il Sindacato svizzero del personale dei trasporti (SEV) ne ha abbastanza del Cisalpino, il treno ad assetto variabile di produzione italiana che fa spesso parlare di sé per i suoi guasti e ritardi. Il SEV esige dalle Ferrovie federali che sia bandito dalla rete ferroviaria nazionale fino a che non avrà raggiunto uno "standard di qualità svizzero".

Il sindacato esige dalle FFS che le composizioni della Cisalpino abbiano una manutenzione "di livello svizzero" affinché siano affidabili come gli altri treni elvetici: "fino a che non sarà raggiunto questo livello sulla rete svizzera devono circolare convogli sostitutivi che rispettano queste esigenze"....
Fonte | tio.ch




Per approfondire

venerdì 12 dicembre 2008

L'Italia vista dalla Svizzera | 001


L'efficienza urbana prima di tutto. Come se non bastassero scioperi e cortei, ora ci pensa anche Giove Pluvio.

martedì 9 dicembre 2008

Swiss Design. La Rivella

Rivella. Non livella. E' il nome commerciale di una bibita gassata elvetica prodotta dal siero di latte bovino. In Svizzera è più famosa della Coca-Cola; oltre frontiera è poco conosciuta, anche se commercializzata in Lussemburgo, Austria, Germania ed Olanda... ed in qualche parte della Francia limitrofa.

immagine | wikipedia.org

La sua storia è di particolare interesse. Nel 1952 il suo inventore Robert Barth crea la Rivella partendo da un prodotto tipico e disponibile in quantità in Svizzera: il latte bovino. Un'azione in controtendenza rispetto al mercato delle bibite gassate e in qualche modo precorritrice degli alimenti dietetici. Difatti, nel 1958 venne varata la Rivella Blu, variante light della bevanda, in netto anticipo rispetto alla concorrenza. Ulteriori evoluzioni sono state la Verde (con estratti di thé verde) e la Gialla, che sostotuisce il siero di latte con quello di soia.

L'identità di Rivella viene comunicata attraverso i colori sgargianti delle sue bottiglie (il colore identifica la tipologia di prodotto ma è del tutto indipendente dalle caratteristiche del liquido, giallo-paglierino) e del rosso del logo. L'immagine complessiva del marchio è stata rivisitata di recente in occasione del 55° anniversario dalla nascita.

immagine | rivella.ch

Passando alla questione gusto... il sapore della Rivella classica è molto simile a quello di una gazzosa con l'aggiunta di aromi. Piacevole, ma non sconvolgente. Di tanto in tanto la sua bottiglia frequenta il mio frigorifero... mentre invece evito con molta cura - ma son gusti personali - la nuova Gialla.


Per saperne di più

domenica 7 dicembre 2008

Comunicazioni dall'oltre frontiera | 001

Alcune news dal Ticino e dalla Svizzera (ovvero, dall'oltre frontiera):

Il sudato ed iperattivo Beppe Grillo ha da poco comprato un pied-à-terre a Lugano, un non meglio indicato ufficio per evitare, qualora fosse, un oscuramento dovuto a nuove iniziative legislative in Italia.
"Sì, ho comprato un appartamento a Lugano perché se mi oscurano il blog sono pronto a ripartire il giorno stesso con Beppegrillo.ch o Beppegrillo.eu. Sono un po' preoccupato perché ogni mese c'è qualche leggina, qualche decretino che riduce le libertà e che viene annunciato sempre per il bene della Rete..."
Info: Corriere.it | Tio.ch



L'Italia ricorda il suo ultimo periodo di povertà e miseria, in coincidenza dell'inasprirsi delle leggi sull'immigrazione. Marina Frigerio e Simone Burgherr raccontano in un libro, Versteckte Kinder, le storie dei bambini nascosti, i figli degli emigranti italiani in Svizzera costretti a vivere come Anna Frank, chiusi dentro casa per non farsi scoprire. Correvano gli anni '70 e migliaia di lavoratori lombardi, siciliani o veneti varcavano la frontiera per trovare lavoro. Al seguito si portavano, di nascosto, mogli e figli. Ed i leader dell'estrema destra elvetica tuonavano contro i ricongiungimenti familiari.
Le mogli e i bambini degli immigrati? "Sono braccia morte che pesano sulle nostre spalle. Che minacciano nello spettro d'una congiuntura lo stesso benessere dei cittadini. Dobbiamo liberarci del fardello"
Info: Corriere.it | Radio.rai.it


Il nuovo Presidente del Consiglio nazionale - la carica politica più importante della Confederazione Elvetica - è una donna ticinese, Chiara Simoneschi-Cortesi. Non male, per un Paese che riuscì solo nel 1971 ad estendere il voto politico alle donne... l'Italia, che iniziò nel 1945, quanto dovrà ancora aspettare?